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"Il mio incontro con la danza è stato casuale, mi sono avvicinato a questo linguaggio perché mio padre collabora con Claudio Gasparotto. L’occasione di fare delle riprese durante una sessione di improvvisazione a Movimento Centrale mi ha messo in moto una serie di immagini e sensazioni che ho cucito insieme per tentare di tradurre il ritmo delle cose, quella stessa pulsazione che le foto conservano come memoria. Il risultato è Movimento Numero Uno, dove alberi, macchine, uomini e donne abitano lo stesso spazio-tempo, il suono in movimento".
Mattia Lerario
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